CCUS in Italia: il nuovo studio del MASE traccia le prospettive future

CCUS Mase

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato lo Studio CCUS 2025, un documento che rappresenta una prima mappatura sulle possibilità di sviluppo in Italia della cattura, utilizzo e stoccaggio della CO₂.

Il rapporto affronta in modo sistematico tre aspetti chiave:

  • Analisi dei costi: la cattura resta la fase più onerosa, fino al 70% del totale, con valori che variano dai 40–60 €/t nei processi a concentrazione elevata fino a oltre 100 €/t nei settori più complessi come vetro e ceramica. Anche trasporto e stoccaggio presentano costi rilevanti, influenzati da distanza, volumi e caratteristiche dei siti geologici.
  • Quadro normativo: lo studio evidenzia la mancanza in Italia di regole chiare e stabili per autorizzare, monitorare e gestire impianti e infrastrutture di CCUS. Un percorso normativo definito è considerato essenziale per attrarre investimenti e ridurre le incertezze per gli operatori.
  • Ruolo dei settori hard-to-abate: cemento, acciaio, chimica e fertilizzanti emergono come campi prioritari di applicazione, dove la riduzione delle emissioni con altre tecnologie è particolarmente complessa.

A completare il quadro, il documento propone strumenti di supporto come i Carbon Contracts for Difference, incentivi specifici per la cattura in ambito industriale e termoelettrico, e strategie di lungo periodo per favorire lo sviluppo di reti di trasporto e di siti di stoccaggio.


Le sfide da affrontare

Dallo studio emergono tre sfide principali per la diffusione del CCUS in Italia:

  • sostenibilità economica, con costi elevati da abbattere attraverso innovazione e incentivi;
  • definizione normativa, per ridurre tempi e incertezze autorizzative e chiarire le responsabilità ambientali;
  • realizzazione delle infrastrutture, senza le quali non è possibile attivare una filiera nazionale.

Il MASE indica la necessità di un approccio coordinato tra istituzioni, imprese e ricerca, capace di trasformare il CCUS in una leva concreta della decarbonizzazione.


L’esperienza del Clust-ER Greentech

In parallelo alla riflessione strategica nazionale, anche l’ecosistema dell’innovazione sta sperimentando soluzioni pratiche. Il Clust-ER Greentech è coinvolto in due progetti europei:

  • HERCCULES, che sviluppa una catena CCUS integrata nei settori del cemento e dell’energia da rifiuti, collegata a siti di stoccaggio come Ravenna e Prinos.
  • ENCASE, una rete di infrastrutture di ricerca europee dedicate al trasporto e all’iniezione della CO₂, con attività di dialogo e co-creazione con le comunità locali.

Queste iniziative mostrano come le indicazioni dello Studio CCUS 2025 possano tradursi in azioni concrete, rafforzando il percorso verso una filiera nazionale credibile e sostenibile.


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